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Un diritto poco praticato, un diritto quasi sconosciuto, un diritto difficile da vedere riconosciuto in Italia, come molti dei diritti del mondo della creatività e dell'attività artistica. Per semplificare la lettura ed inquadrare i vari problemi che impediscono un'applicazione normale della legge, ne indichiamo i principali punti di attacco per una sua interpretazione.
Le opere coreografiche costituiscono delle opere dell'ingegno.
Esse, come tali, sono protette dalla legge sul diritto di autore (legge 22 dell'aprile 1941, n. 633: da ora in avanti LDA). Secondo quanto previsto dalla richiamata normativa, la coreografia in tanto è ascrivibile alla categoria delle opere dell'ingegno, in quanto vi sia una traccia della stessa per iscritto o su qualsiasi supporto.
Pertanto non godono di alcuna protezione giuridica, come opere dell'ingegno, quelle coreografie la cui traccia o i cui elementi siano tramandati o comunicati oralmente. Conseguentemente, ai fini del deposito presso la SIAE o comunque, per una piena protezione dell'opera, il coreografo dovrà premunirsi di trasferire la stessa in un supporto (cartaceo, visivo, ecc.) ove sia possibile discernere la sequenza dei movimenti ideati.
Come autore di un'opera dell'ingegno il coreografo, con la creazione, acquista, a titolo originario, una serie di diritti di sfruttamento della coreografia frutto del suo intelletto.
Detti diritti sono elencati negli articoli che vanno dal 12 al 19 della LDA e comprendono ogni possibile forma di sfruttamento: dalla utilizzazione durante le rappresentazioni teatrali o, comunque, in pubblici spettacoli, alla diffusione televisiva.
Nei contratti usualmente adoperati dalle emittenti televisive (RAI, Mediaset) con i coreografi, i primi, solitamente, acquisiscono dai secondi ogni e qualsiasi diritto di utilizzazione delle coreografie, senza alcun impegno a corrispondere alcunché per la ulteriore ed eventuale utilizzazione delle stesse nelle repliche dei programmi.
Diversamente, per gli autori dei testi e per gli autori delle musiche create ed utilizzate in occasione di spettacoli televisivi, le modalità attraverso le quali gli autori percepiscono le somme loro dovute sono sostanzialmente diverse. Essi, pur intrattenendo con l'emittente televisiva un rapporto contrattuale, percepiscono somme ulteriori per ciascuna riutilizzazione (per ciascuna replica, cioè) della trasmissione.
Dette somme ulteriori sono loro corrisposte dalla emittente televisiva per tramite della SIAE che, in tal senso, raggiunge con l'emittente stessa un accordo per il pagamento dei diritti di autore.
Tale meccanismo di pagamento si attua poiché al momento della sottoscrizione del contratto con l'autore dei testi o delle musiche, questi ultimi non cedono i diritti loro spettanti ma si impegnano a depositare l'opera alla (intermediaria) SIAE, alla quale l'emittente televisiva dovrà chiedere l'autorizzazione per l'utilizzazione contro il pagamento dei suddetti diritti di autore.
Pertanto, fintanto che i coreografi stipuleranno contratti con le emittenti televisive precedenti la cessione integrale dei diritti loro spettanti sulle coreografie e non depositeranno, invece, le stesse presso la SIAE (alla quale demandare di autorizzare la emittente allo sfruttamento contro il pagamento dei diritti d'autore), i coreografi stessi nulla percepiranno ogni qual volta saranno teletrasmesse repliche di programmi con le coreografie da loro create.
Una spiegazione della legge in modo più comprensibile per chi non abbia dimestichezza con il linguaggio giuridico comporta queste precisazioni:
se il coreografo non ha l'autorizzazione scritta del musicista ad usare la musica, non può esercitare il suo diritto di creatore della coreografia.
Questo avviene in quanto la legge tutela il diritto morale dell'artista, quindi il musicista, indipendentemente da fatti economici, deve autorizzare l'uso della propria creazione altrimenti opera il divieto per l'uso della sua musica. Quindi senza questa primaria autorizzazione Il coreografo perde la sua quota di diritto e l'intero compenso di diritto d'autore verrà versato al musicista.
Questa norma comporta molte complicazioni in quanto il musicista può non essere raggiungibile, quindi il ripiego è chiedere l'autorizzazione all'editore e se l'editore è straniero va cercato il sub editore che lo rappresenta in Italia.
È bene ricordare che molte volte non tutti sono così solleciti a rispondere ed in molti casi non rispondono affatto, quindi il coreografo perde la possibilità di esercitare il suo diritto.
Questa situazione porta a considerare che l'uso della musica deve orientarsi su autori contemporanei, individuabili, oppure autori non più protetti perché deceduti oltre i 70 anni e quindi in categoria di musica utilizzabile liberamente. In questo caso il diritto nella sua totalità è incassato dal coreografo rispettando comunque i minimi di cui alla tabella sotto riportata.
Il coreografo può comunicare alla SIAE un minimo fisso per la sua coreografia, oppure stabilire l'obbligo ad essere interpellato prima dell'utilizzazione della sua creazione.
In pratica tutte queste norme, nella loro applicazione, con tutti gli aspetti sopra elencati e con la nota mancata cultura a riconoscere il diritto d'autore al coreografo, portano ai seguenti risultati:

  • 1) coreografi iscritti al 1995: n. 77
  • 2) coreografi iscritti al 1996: n. 77
  • 3) ammontare erogato per diritto d'autore ai coreografi nel 1995: lire 178.539.000
  • 4) ammontare erogato per diritto d'autore ai coreografi nel 1996: lire 235.570.000

Per capire le differenze che su questo diritto ci sono al confronto con gli altri ammontare incassati, e quindi erogati, agli altri autori musicisti e autori drammatici, basti pensare che l'incasso medio per questi creatori risulta di circa 450 miliardi l'anno.
Detto ciò, ci sembra inutile continuare a fare raffronti e statistiche: giunti a questo punto, solo regole nuove possono creare le condizioni affinché il diritto d'autore diventi una voce non più solo formale ma anche sostanziale. Pensiamo che le linee di lavoro siano abbastanza semplici, e per prima cosa vadano create alcune armonizzazioni a livello europeo affinché anche per questo diritto la musica non sia un potere sovrastante e addirittura impeditivo dei diritti dei coreografi. A tal scopo andrebbero uniformate le norme di gestione del diritto tra tutti gli istituiti di gestione almeno delle Nazioni aderenti all'Unione Europea. La SIAE italiana si sta muovendo in questa direzione, attraverso una serie di sollecitazioni per raggiungere l'obiettivo.
Per quanto riguarda la gestione italiana è necessario che sia istituito "il permesso spettacoli di giro”, vale a dire che ogni compagnia abbia il permesso nazionale in modo da valere per tutte le piazze che effettua nella propria tournée. È chiaro che il presupposto di tutto ciò è una consapevolezza da parte dei coreografi di non cedere il diritto, soprattutto nei grandi teatri e nei grandi organismi produttivi dello spettacolo. Da questi pochi punti, anche per essere realisti, inizieremo una sensibilizzazione affinché il primo presupposto perch&egrac la danza si esprima, vale a dire il coreografo, acquisti la sua dignità vedendosi riconosciuta l'opera del suo ingegno.

Come si deposita un balletto

Per iscriversi come autore alla SIAE, il coreografo deve depositare almeno un'opera coreografica compilando il "bollettino di dichiarazione" o "modulo 242". L'analisi di tale bollettino, che deve essere consegnato congiuntamente alla domanda di iscrizione e ad una documentazione video della coreografia e che dovrà essere in seguito compilato per ogni opera che l'autore vorrà porre sotto la tutela della Società Italiana degli autori e Editori, è illuminante per la comprensione del modo in cui si esplica la tutela dell'opera da parte della SIAE.
Nella prima pagina del "bollettino" il coreografo deve dichiarare di affidare alla sezione Lirica della SIAE l'esclusiva tutela dell'opera. "Tale dichiarazione è di fondamentale importanza in quanto per Statuto la SIAE non ha l'esclusiva tutela sulle opere dell'ingegno, ma svolge attività di tutela per esplicita volontà di quegli autori e editori che ne fanno richiesta. Il coreografo può decidere liberamente di affidare la tutela della propria coreografia alla SIAE o può invece tutelarsi autonomamente attraverso vari mezzi come ad esempio specifiche clausole nei contratti." A questo proposito è bene ricordare che il coreografo iscritto alla SIAE ha l'obbligo di depositare ogni sua opera composta dopo la data di iscrizione e non può in nessun caso optare per una tutela personale.
Sempre nella prima pagina del "bollettino", dopo il titolo dell'opera, il coreografo deve indicare al punto 1 il "genere dell'opera" fra quelli indicati nella nomenclatura dei generi della Sezione Lirica della SIAE: opera lirica; opera lirica radiofonica; opera televisiva; oratorio; sacra rappresentazione; ballo o balletto musicale; opera coreografica con accompagnamento di musica; opera musicale destinata alle scene. Fra questi generi quello previsto per la tutela delle coreografie è "opera coreografica con accompagnamento di musica" in quanto la SIAE non tutela la coreografia in se stessa ma unicamente come contributo di un'opera che prevede in ogni caso la presenza della musica. Il coreografo, essendo quindi considerato un coautore, può redigere tale bollettino solo congiuntamente all'autore delle musiche o agli aventi diritto come ad esempio gli eredi o l'editore tranne nel caso in cui la musica sia caduta in pubblico dominio. I nomi e la qualifica dei vari autori devono essere indicati al punto 4 della prima pagina del "bollettino".
Al punto 5 bisogna invece indicare la data di prima rappresentazione, dato che la SIAE tutela unicamente opere già andate in scena o di imminente e certa rappresentazione: in quest'ultimo caso è necessario documentare con contratti e locandine la data del debutto.
Nella seconda pagina del bollettino bisogna indicare, nelle "condizioni per le pubbliche utilizzazioni", come devono essere ripartiti i proventi che vengono riscossi dalla SIAE per la tutela. La ripartizione non è libera ma è regolata da una delibera della SIAE del 22 novembre 1990, entrata in vigore a partire dal gennaio 1991. In tale delibera si sostiene che "gli iscritti che dichiarano alla Società un'opera da assegnarsi alla Sezione Lirica hanno l'obbligo di adottare un solo schema di ripartizione (fra quelli sottomenzionati), espresso in centesimi con le seguenti quote minime per le qualifiche di autore ed editore".
Per "opere coreografiche o pantomimiche con musica originale", i diritti di rappresentazione sono così divisi:

  • a) in presenza di editore: all'autore della coreografia o della pantomimica non meno del 20%; al compositore non meno del 20%.
  • b) in assenza di editore: all'autore della coreografia o della pantomimica non meno del 40%; al compositore non meno del 40%.

Il rimanente 60% del punto a) e il restante 20% del punto b) possono essere liberamente attribuiti al coreografo e al compositore degli stessi autori.
Nel caso invece che la musica utilizzata sia di pubblico dominio, nella ripartizione dei proventi al coreografo che sia anche autore del libretto, spetta il 100% dei proventi.
Nella terza pagina del bollettino bisogna indicare le "condizioni per le pubbliche utilizzazioni" ossia indicare quale è la percentuale sull'incasso che spetta per diritto agli autori e quale è la cifra minima che il teatro deve versare agli autori per potere rappresentare l'opera coreografica.
Per quanto riguarda invece il minimo garantito, fermo restante il fatto che gli autori sono liberi di indicare la cifra che ritengono più opportuna, la SIAE ha fissato, in una delibera del 22 novembre 1990 che decorre dal 1 gennaio 1991, dei minimi sotto i quali non si può scendere che tengono conto sia del minutaggio, sia del tipo di teatro in cui l’opera viene rappresentata.
I minimi per le opere coreografiche che si avvalgono di musiche originali sono così indicate dalla SIAE:

  • a) durata oltre 60': lire 300.000 per gli enti autonomi; lire 240.000 per i grandi teatri; lire 120.000 per i teatri minori;
  • b) durata da 31' a 60': lire 180.000 per gli enti autonomi; lire 144.000 per i grandi teatri; lire 72.000 per i teatri minori;
  • c) durata da 16' a 30': lire 60.000 per gli enti autonomi; lire 96.000 per i grandi teatri; lire 48.000 per i teatri minori;
  • d) durata fino a 15': lire 60.000 per gli enti autonomi; lire 48.000 per I grandi teatri; lire 24.000 per i teatri minori.
  • (le cifre saranno aggiornate appena le riceveremo dalla SIAE)

È da notare che per enti autonomi sono da intendersi gli enti lirici, per i grandi teatri, i teatri di Tradizione, e per teatri minori tutti i teatri che non appartengono alle due precedenti categorie.

Opere coreografiche o pantomlmlche con accompagnamento di musica; opere musicali destinale alle scene

Ai sensi dell'art 2, punto 3 della legge sul diritto di autore sono protette le opere coreografiche e pantomima delle quali sia fissata la traccia scritta o altrimenti.
L'Art. 37 della stessa legge dispone poi che sulle opere coreografiche o pantomimiche e nelle altre composte di musica, di parole e di danza o di mimica, in cui la parte musicale non ha funzione o valore principale, l'esercizio dei diritti di utilizzazione economica, salvo patto contrario, spetta all'autore della parte coreografica o pantomimica.
Nel Quadro di tali disposizioni di legge si pongono alcuni casi qui appresso indicati:

  • a) una parte musicale preesistente che può essere anche di pubblico dominio;
  • b) una parte coreografica o pantomimica più o meno astratta coreografia pura, non impegnata a rappresentare od interpretare una vicenda: quindi creazione libera del coreografo, che si sostituisce alla vicenda drammatica del balletto vero e proprio, coreografia o pantomima non improvvisata ed occasionale ma costituita da una serie di movimenti, a solo o d'insieme, preordinati e ripetuti in ogni esibizione.

A corredo del bollettino di dichiarazione deve essere presentata, anche nei casi sopra indicati, una traccia o fissazione idonea (ad esempio: segni descrittivi o disegni della danza indicanti i movimenti e passi e le evoluzioni del corpo, oppure registrazione video-grafica su pellicola, o nastro, o film, serie di fotografie o di fotogrammi, ecc. dell'azione scenica). Non è sufficiente, pertanto, il programma di sala.
Il bollettino di dichiarazione deve essere sottoscritto dagli aventi diritto sui due contributi, quello musicale e quello coreografico e pantomimico. L'esercizio dei diritti di utilizzazione economica spetta, quando la musica non ha funzione o valore principale, al coreografo, salvo patto contrario.
Per adattare delle coreografie su musica tutelala è necessario sempre il consenso del compositore di questa ultima o dell'avente diritto su di essa, consenso che può risultare dalla firma congiunta sul bollettino di dichiarazione.
Inoltre, ai sensi dell'art 44 del Regolamento Generale della S.I.A.E. possono essere tutelate, come "opere musicali destinate alle scene" quelle composizioni musicali scritte originariamente per l'esecuzione concertistica (lavori per strumenti solisti, complessi da camera, opere sinfoniche), e che il compositore o chi per lui (editore), mette a disposizione per la realizzazione scenica-coreografica, dichiarandola alla Sezione Lirica. Anche in questa ipotesi, però, per l'adattamento della coreografia o della pantomima su musica è necessario il consenso dell'avente diritto su quest'ultima. Ove la coreografia o pantomima venga affidata alla tutela della S.I.A.E., è sufficiente che il bollettino sia firmato dal rispettivo autore, rimanendo valido, per la parte musicale di accompagnamento, il bollettino a suo tempo presentato per "opera musicale destinata alle scene". Ovviamente per la tutela della coreografia o pantomima è necessario presentare una traccia o fissazione idonea come sopra precisato.

Gli Editori Musicali:

Nell'Annuario della Musica edito dal CIDIM (Via di Torre Argentina, 2 -tel. 06/6819061 -00189 Roma), possono essere reperiti i riferimenti relativi sia alle edizioni italiane che ai rappresentanti delle edizioni straniere. Ricordiamo che ci sono musicisti che non hanno dato delega ad alcun editore; in questo caso devono essere contattati direttamente.

Iscrizione alla SIAE (dal 1/1198)

Opere assegnate: le opere liriche, i balletti, gli oratori e le opere analoghe.
Diritti tutelati: quelli relativi all'esercizio delle facoltà di rappresentazione, di pubblica utilizzazione a mezzo riproduzione cinematografica o con qualsiasi altro procedimento tecnico di riproduzione realizzata, di radiodiffusione, di televisione e di diffusione a mezzo di procedimenti analoghi.
Qualifiche previste:

  • a) Compositore;
  • b) Autore della parte letteraria (anche per l'autore della parte coreografica).

Requisiti per l'ammissione

Per ottenere il riconoscimento delle suddette qualifiche gli interessati dovranno allegare alla domanda:

  • 1) la dichiarazione di almeno un'opera lirica, o oratorio, o balletto o opera analoga (esclusa l'opera musicale destinata alle scene che non dà diritto, da sola, all'iscrizione) mediante deposito dell'apposito bollettino (mod. 242), debitamente compilato e sottoscritto da tutti i coautori iscritti o iscrivendi. Le opere coreografiche di musiche preesistenti devono essere depositate con bollettino (mod. 242) che rechi la firma anche di tutti gli aventi diritto sulle musiche. Il bollettino deve essere corredato da apposita documentazione tecnica consistente in un esemplare dell'opera completa in tutte le sue componenti, manoscritto o stampato, o relativa riproduzione fotografica ed il relativo microfilm. Per le opere di musica elettronica o concreta può essere depositata la registrazione su disco o nastro. Per l'opera coreografica o pantomimica può essere depositata una registrazione videografica. Per le elaborazioni di opere di pubblico dominio deve essere depositato esemplare dell'opera elaborata e anche esemplare dell’opera originale ed inoltre una relazione dettagliata del lavoro di elaborazione compiuto;
  • 2) apposita documentazione (locandine, dichiarazione della compagnia, contratto di commissione R.A.I. ecc.), da cui risulti che un'opera della quale siano autori o coautori, è stata già rappresentata o è di prossima e certa rappresentazione;
  • 3) la ricevuta del versamento:
    - di lire 330.000 (IVA 20% compresa) se iscritti ordinari;
    - di lire 380.000 (IVA 20% compresa) se iscritti straordinari;
    (le cifre saranno aggiornate appena le riceveremo dalla SIAE)
  • 4) il certificato di cittadinanza rilasciato da non più di sei mesi.
    In mancanza della documentazione di cui al punto 2) l'iscrivendo può essere chiamato dalla Società a sostenere una prova di accertamento.

    (Tratto da Lo Stato della Danza a cura di Domenico del Prete)

     Visita la pagina della SIAE dedicata all'argomento